La mia fascia d’età, ad oggi, è in assoluto la più difficile. Essere un/a ragazzo/a tra i 25 ed i 30 anni nel 2012 è peggio di essere un dinosauro l’anno prima delle glaciazioni: la sopravvivenza è quasi impossibile. Vedo la mia migliore amica, una ragazza splendida, onesta e competente il cui unico difetto è la dis-attitudine al rischio ma che è comunque capace di reinventarsi, non avere una prospettiva solida non dico tra 10 anni ma per i prossimi 10 giorni. E poi vedo questi ragazzotti che cazzeggiano tutti i giorni, spendono e spandono i soldi degli altri, e mi chiedo se davvero ha senso. Perchè in Italia l’essere competenti e talentuosi vale meno di zero, se non hai le conoscenze giuste. Perchè in Italia per una donna conta di più l’attitudine al pompino e per l’uomo quella allo zerbino. E allora cosa ha senso? Io chi sono? Voi chi siete? Non sono disposta a vendere il mio sesso per la vita comoda, e ora lo sconto ogni giorno. Quando vado al supermercato e vorrei follemente un filetto di salmone affumicato che costa quasi 1/50 del mio “stipendio” e lo lascio lì. Quando non vado a bere 1 bicchiere di vino con gli amici la sera per lo stesso motivo (per fortuna che devo lavorare). Quando guardo la bolletta sul tavolo e spero sempre si polverizzi nei giorni di ritardo.

Questa storia deve finire. Prima di tutto perchè non è giusto. Poi penso che devo essere grata ai miei genitori per tutto l’aiuto che mi danno, anche “solo” pagandomi un tetto sulla testa. Che non è giusto nemmeno questo perchè per le ore che lavoro ogni giorno se fossi così  “fortunella” da prendere 5 €/ora me ne pagherei 2 di affitti. Perchè la mia migliore amica ha diritto ad avere un lavoro, specie in Italia con una laurea specialistica in Beni Culturali e di formarsi una famiglia. Perchè i genitori di tanti hanno il diritto di spendere i soldi che si sono duramente guadagnati negli anni come meglio credono. E perchè non sono tutti mammoni/e in Italia. Certo, i mammoni esistono. Certo, conosco ragazzi e ragazze che davvero fanno poco e hanno tutto. Ma quando sento criticare i giovani d’oggi vorrei farli vivere come vivo io, e non solo io, un solo giorno. E poi parlarne.

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